18 11 2013
#3492

Intervista a Stephen O’Malley: ossessionato dal suono

 

from: http://carnagenews.com/intervista-a-stephen-omalley-ossessionato-dal-suono/ 

 

Tra fusi orari, problemi di linea e segreterie telefoniche stregate, Carnage News incontra Stephen O'Malley per un'intervista telefonica poco ortodossa, ma ricca di spunti, per parlare del progetto ÄÄNIPÄÄ e del suo disco Through a Pre-Memory.

Ciao Stephen. E' un piacere sentirti, finalmente. Come stai?
Ciao Riccardo. Molto Bene. E tu? Ma cosa ti è successo al telefono?

Mi da' il blocco delle chiamate estere. Problemi di roaming. Devo andare da dei tecnici. Che ne so!? Ma insomma, cominciamo?
Certo. 

Allora, ti chiedo subito come è iniziata la tua collaborazione con Mika Vainio per questo progetto Through a Pre-Memory?
Col gruppo Sunn O))) suonavamo al festival What Is Music? in Australia e lì abbiamo conosciuto iPan Sonic, in cui Mika suonava. Successivamente, nel 2008, collaborammo per una cover dei Suicide insieme. Ci siamo tenuti in contatto e abbiamo deciso di iniziare questo progetto assieme. È stato complesso da portare avanti. Non volevamo che fosse una sorta di improvvisazione, e quindi per due anni ci siamo dedicati alla composizione del disco. Lo abbiamo registrato a Berlino e poi remixato a Seattle dal bravissimo sound engineer Randall Dunn, che conosce la mia estetica e i suoni a cui voglio arrivare.

Ecco, proprio collegato a questo, avete registrato a Berlino nello studio degliEinstürzende Neubauten remixato a Seattle. Due continenti, due culture, due scene musicali diverse. Il risultato? È stato difficile unire due atmosfere diverse?
Guarda, non credo che Berlino possa essere considerata come una "monocultura". Ci trovi molte culture, molte scene e molte differenze. Per esempio, a Berlino ci siamo trovati a registrare più in un laboratorio: le dimensioni sono piccole, ma l'attrezzatura è veramente vasta, frutto della continua ricerca degli Einstürzende Neubauten, un gruppo che ha continuamente accumulato materiali. L'esperienza di Seattle è stata qualcosa di diverso. Lo studio ha difatti un banco analogico e Mika non ne aveva mai utilizzato uno. Ha sempre lavorato su attrezzatura digitale. Quindi è stata anche lì una nuova esperienza. Le nostre differenze si sono si sono scontrate e siamo stati molto tempo a cercare il suono giusto per questo lavoro. 

Avevo letto un'intervista a Mika in cui affermava che il ruolo del musicista non è tanto quella di scrivere musica, melodie, quanto piuttosto di generare un suono. Ti trovi d'accordo? Ti senti un musicista secondo la definizione di Mika? Ti sei trovato bene a lavorare con lui?
Certo. Trovo che sia proprio così. Collaborare ad un disco è anche incontrarsi, cercare un determinato suono, come la ricerca della sorgente, dell'essenza, capisci? È assolutamente così, ed è proprio questo che permette di avvicinare i musicisti: una ricerca sonora ed interiore, che non è tanto personale, quanto estetica. Mika è una persona molto seria ed intelligente. Con lui mi sono trovato motlto bene a lavorare con lui.

Ecco, la scelta di un ensemble all'interno del disco è stata pianificata prima delle registrazioni o è stata un'idea durante la composizione del disco?
È stata una scelta fatta durante le sessioni. Avevamo il bisogno di cercare un determinato tipo di suono e quindi ecco come si spiega questo tipo di collaborazione. 

Il nome ÅÅNIPÅÅ cosa significa? 
Beh, Mika mi ha detto che significa la registrazione e il feedback del nastro (Tape Machine), ma l'altro significato vernacolare, di cui lui non mi aveva parlato, significa "ossessionato dal suono", ossessionato dalla ricerca del suono.

Beh, calza proprio! Che dire? Ti ringrazio molto per la tua disponibilità.
Grazie a voi. Apprezzo molto questo tipo di collaborazioni. 

A presto. Ciao
Ciao

Riccardo Gorone

 

 

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